Copio e incollo una e-mail che ho ricevuto ieri da un mio amico. Credo che sia doveroso diffondere la notizia perché in futuro essere istruiti potrebbe essere un lusso ben poco democratico.
Il nuovo governo, approfittando dell'estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell'università: 1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura. Altrimenti: 2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.
PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE? 3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, chenon avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l'anno, sul modello delle università americane. Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi. Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!
E IL FUTURO?
4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi. I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondirele conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA. Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto. Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di 'minoranza' chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge! Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente!!
AIUTACI! L'UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!!
FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!!
Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!
Questa non è una protesta politica ma nell'interesse di tutti, ma gli studenti per ora sono gli unici a interessarsi del problema insieme ai ricercatori e ai professori. Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l'aspetto dell'istruzione italiana e quindi del paese.
..UN POPOLO IGNORANTE E' PIU' FACILE DA COMANDARE!!.
Una delle cose più inquietanti è il titolo della legge!!!
Maremma, Il tempo passa talmente veloce che non ne ho mai per aggiornare. Vediamo se oggi qualcosa la scrivo.
Non mi va di mettermi a parlare di filosofia o di cose troppo pesanti come l’imminente crollo del gruppo Unicredit o della incalzante crisi economica che dovremo affrontare tra non molto, mi limito solo a copiare e incollare i testi surreali di messaggi di SPAM che ricevo quotidianamente. E' evidente che viene utilizzato qualche traduttore automatico ma i risultati sono spesso esilaranti!
1 - Vediamo che non e abbastanza rispettata, ma anche il prezzo. I nostri sacchi sono molto popolari, e si puo essere felici quando ci troviamo di fronte sacchi. I nostri sacchi a essere assolutamente perfetto.
2 - Piu antica e piu grande sito Rolex replica di fronte a una reale, Grado 1-svizzera fatto Rolex repliche. Molto ben noto nome e professionali sito.
Le loro foto sono autentiche. Essi sono stati in attivita dal. Abbiamo ascoltato fonte di Rolex Replicas.
Molti complimenti nel corso degli anni, non reclami non risolti finora.
3 - Alcune repliche italiane essi sono aggiornati al gioielli su tutti i loro. Offrire una durata di anni, periodo di garanzia.
Abbiamo ascoltato le relazioni da parte dei clienti che il loro sistema di carrello esperienze minori.
4 - La maggior parte dei concessionari sostengono che sono stati per la vendita dei concessionari sono stati circa per meno di 1 anno.
Per soli si consiglia un saperne di themLet tuo experience l'oro, il tono modelli.
Ce n’è un’infinità.
E infine l’apoteosi:
Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile
Le opinioni dei nostri clienti:
- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota»,
rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.
E mi sono anche dimenticato di inserire i titoli!!!
Lascio a voi
la ricerca spasmodica della carriera,
tanti soldi e poco tempo per altro,
un potere da esercitare senza un vero motivo.
Lascio a voi
la disonestà per ottenere di più,
bustarelle e tangenti per avere gli appalti,
raccomandazioni in cambio di favori.
Lascio a voi
la profonda convinzione di essere furbi,
solo mostrando di avere più cose,
ostentando le vostreposizioni di dominio.
Lascio a voi
le cifre della borsa e l’accesso al credito,
l’inflazione, il prezzo del petrolio e dell’energia,
l’acqua pagata a peso d’oro.
Lascio a voi
le vostre menzogne palesi e senza vergogna,
il vostro crederci tutti coglioni,
una massa che serve solo ad un voto.
Lascio a voi
le vostre vite di impegni e alleanze di comodo,
schiavi di un sistema che credete di dominare
ma che stritola voi assai più di noi.
Lascio a voi
i 'consumatori' e i 'prodotti finanziari',
le 'risorse umane' e la 'flessibilità',
la false democrazia del bipolarismo.
Tengo per me gli affetti, gli amici, l’amore,
lottare per quello che voi mai capirete
lasciatemi godere del poco che ho
e continuate a non godervi il vostro inutile potere.
Il libro, 240 pagine A5, è un collage di opere grafiche e testuali pubblicate sul portale braviautori.it e selezionate tenendo conto delle recensioni ricevute, del numero di visualizzazioni e, concedetecelo, il nostro gusto personale. L'antologia non segue un determinato filone letterario e le opere sono state inserite volutamente in ordine casuale. I testi sono stati sottoposti a un discreto livello di editing e, senza falsa modestia, crediamo che la qualità generale della raccolta sia molto buono. Ovviamente speriamo che siate d'accordo anche voi, ma in caso contrario saranno ben accette segnalazioni e consigli che ci aiuteranno a migliorare una eventuale seconda edizione.
Il libro costa 16 euro (spese di spedizione incluse, posta ordinaria).
Per gli autori selezionati è previsto uno sconto di 2 euro a copia (praticamente il prezzo di costo).
Per le spedizioni, la direzione di braviautori.it ha deciso di usufruire del servizio offerto dallo stesso stampatore, quindi i libri saranno imballati con cura e professionalità.
Fate di questo libro un'idea originale per un regalo, un'alternativa di lettura sotto l'ombrellone o, per gli autori selezionati, un orgoglioso biglietto da visita da mostrare a chi ancora non sa chi siete!
Per qualsiasi informazione scrivete una email alla direzione (info@braviautori.com).
Ringraziamo:
tutti gli autori che hanno partecipato;
Riccardo Simone per le copertine;
Jean Louis per il logo di braviautori.it.
Questa volta proprio non posso trattenermi.
A costo di vedermi chiuso il blog, a costo di essere denunciato per diffamazione, sono stanco di sentire parlare il Berlusca. Ogni volta che apre bocca, gli stranieri hanno un altro buon motivo per prendere per i fondelli noi Italiani.
Avrete certamente sentito cosa ha detto all'assemblea della Confesercenti. "I giudici politicizzati sono una metastasi della democrazia". Qualcuno dovrebbe spiegare a questo tizio che di solito il tumore non sa di esserlo e spesso il colpevole è il primo ad accusare. Ma possibile che si sia superata senza alcun ritegno ogni umana soglia della vergogna? Possibile che la democrazia debba andare in crisi per colpa di personaggi del genere?
Qualcuno dovrebbe spiegare al nostro "Presidente del Consiglio" che la democrazia in Italia è anche garantita dalla divisione dei poteri, e che il Potere Giudiziario è uno di questi. Se veramente è innocente, caro Silvio, si faccia processare come un onesto cittadino, invece di lamentarsi come un bambino dell'asilo che rischia di essere messo in castigo senza poter mangiare il suo pezzo di torta.
E poi cosa sarebbero le accuse di giustizialismo? E' forse vergognoso volere la giustizia? E' un po' come quando piovono accuse di populismo. Non dovrebbe essere il popolo il fulcro della democrazia?
In un paese normale, caro Presidente, lei non sarebbe dove è, di sicuro avrebbe più rughe e sarebbe completamente calvo.
Ossequi.
Il calendario impietosamente gira le sue pagine da solo.
Sono ormai tre mesi che non posto niente, e i motivi sono tanti.
Dove abito adesso ho problemi ad avere una connessione, e questo è il motivo principale. Posso navigare per poco, quindi mi limito di solito alle cose pratiche.
Però è veramente strano quello che succede. Mi è stato chiesto se non mi sento bene, se per caso è un periodo "no" e così via.
Assolutamente no, anzi, è un periodo per me molto positivo, ma basta parlare di questo.
In tre mesi ne sono successe tante di cose attorno a me, belle e brutte, e nel frattempo si è affacciato anche il nuovo governo.
Intercettazioni.
Penso che a breve farò un post in merito. Comincerò anche io a cantare insieme al coro stonato degli italiani, magari a modo mio.
Un saluto per ora a tutti gli amici che passeranno di qui.
L’amore non vissuto è quello
che non arriva mai,
quello che aspetti da una vita
e in vita non avrai.
È quello sui banchi di scuola
quando amare è tenerselo per sé.
L’amore non vissuto è quello
che non c’è.
È dentro gli uomini di chiesa
e nei poeti che,
passano il tempo a cercarlo
dove forse non c’è.
È quello oscuro degli amanti
che non potranno svelarlo mai.
L’amore non vissuto è un guaio
che non rifiuterai.
L’amore non vissuto è un figlio
che non hai avuto mai,
o che hai avuto troppo presto
e lo rimpiangerai.
È quello dell’eterno amico
sempre accanto che già sa
che amare troppo è un peso
che non si alleggerirà.
Lo porti via con te
senza averlo davvero mai.
Per una volontà di amare
che vive anche se non ci credi più.
È quella voglia che
tu hai di costruire
ma non sai da dove partire…
L’amore non vissuto è quello
che non si può dire.
L’amore non vissuto è un giorno
di ordinaria follia
in cui hai deciso che un impegno è troppo
e sei scappato via.
L’amore non vissuto è un mimo
che ci suggerisce che
non ci dobbiamo accontentare
e così non si è contenti mai.
L’amore non vissuto è un volo
che tu non prenderai
verso una meta il cui confine
certo non vedrai.
È un oasi che disseterebbe
quella sete che tu sai
ma non esiste fonte per
placarla ormai.
È quello di chi per paura
si lega con facilità
spinto dal solo istinto
senza alcuna profondità.
E quando sa che il sentimento
non è grande come sperava ormai
non ha il coraggio di cambiare
e non amerà mai.
È quell’amore che
ti aspetti nel futuro ma
mentre aspetti il tempo passa
e non lo vivi mai.
È quello assurdo che
non corrisposto fa impazzire
ma tu non smetti di desiderare…
L’amore non vissuto è quello
che non puoi definire.
L’amore non vissuto è lì
proprio davanti a te
ma sembra che la sua distanza
sia incolmabile.
È quella porta che non apri
per paura di ciò che troverai
ma intanto stai rinchiuso
e non lo vivrai.
Questa dovrebbe essere una canzone. Chissà se mai un giorno qualcuno la canterà... a parte me ovviamente.
Ultimamente questo blog sembra abbandonato... da me.
Ho molto da fare in questo momento, come tutti del resto nella loro vita, né più, né meno. Non credo di essere una di quelle persone che danno o fanno più di altre, ma ci sono periodi in cui non si riesce a pensare ad altro che a se stessi, e io sto attraversando uno di questi.
Il post che state leggendo potrebbe essere seguito da un lungo silenzio.
Sto cambiando casa, ma non si tratta per me di un semplice trasloco, ma di un cambio radicale nella mia vita, uno dei tanti che si susseguono e che sai già che rimarranno come pietre miliari incastonate nelle pieghe della propria esistenza.
Scappo, letteralmente.
La città che mi ha visto nascere, crescere e che fino a ora mi ha ospitato dandomi da una parte e togliendomi dall'altra, non mi vedrà più dormire sotto il suo cielo... almeno non come ho fatto fino a oggi.
Me ne vado a vivere da solo, e questo è già un passo importante dopo anni di convivenza insieme ad altre persone, dovuto solo all'esigenza di dover dividere le spese in una società che fa di tutto per schiacciare a poco a poco la dignità degli esseri che dovrebbe proteggere, dato che almeno sulla carta dovrebbero averla inventata loro. Invece sembra che la società di oggi sia un essere senziente che decide al posto nostro, tanto che spesso ci si sente impotenti e preda di un destino che solo marginalmente possiamo guidare. Se non altro ho avuto fino a ora buona compagnia, persone che sono diventate mie amiche.
Ho fatto una scelta, quella di uscire dalla città, di vivere lontano e fuori dal caos che ormai viene ricercato senza una reale ragione. Come se vivere in città, accanto alle cosiddette comodità, fosse qualcosa di irrinunciabile, anche se magari investiamo la maggior parte del tempo della nostra vita per pagare il nostro "diritto" a viverci e non per garantircene la qualità con la quale ci viviamo dentro.
Per una volta sento di avere preso una decisione, discutibile o meno, ma sempre una decisione.
Negli ultimi anni ho cambiato lavori, amicizie, amori a senso unico, sempre con la sensazione che fossi solo in balìa di un flusso incontrollabile di eventi. Adesso no, anche se potrebbe essere l'ennesima illusione, ma intanto mi basta la piacevole sensazione che sto provando.
Per un po' avrò difficoltà ad avere una connessione, per questo saluto tutti quelli che passeranno di qua, da un blog che è nato non so bene neppure io per raccontare cosa. Una specie di puntino nel libro della rete dove tutti sgomitano per una briciola di visibilità, dato che nel marasma in cui ci troviamo oggi l'unico modo per emergere è cercare di sembrare unici... o essere omologati, senza vie di mezzo.
Se sei arrivato a leggere fino a qui senza avere pensato "ma chi se ne frega", allora sei un mio amico.
Voglio passione, non titubanza.
Né freni di chi, con baldanza
assopisce se stesso.
E crede in amori
solo di testa, senza l’essenza
che pulsa di sesso,
che spinge ad andarsene fuori.
Né sesso che viva senza l’amore.
Voglio passione, sentirne l’odore.
Di cuore e di mente,
Di corpo e amicizia.
Che ci si dia, che sia un esultare
che parta da niente,
che porti alla dolce delizia.
Né penso che il fuoco possa in futuro
durare in eterno, che sia imperituro.
Che cresca all’inizio,
si smorzi sereno.
Voglio passione, ne sono sicuro.
E non che sia vizio,
ma solo un vivere appieno.
Da ieri veniamo tartassati dalle notizie riguardanti la crisi di governo in atto e il crollo delle borse europee.
Il meccanismo della borse è strano, completamente determinato dalla fiducia che le lobby economiche nutrono sull'economia che loro stesse dovrebbero contribuire a mantenere stabile. E' un serpente che si mangia la coda, un serpente monetario.
Ma cosa è l'economia oggi? Ve lo chiedete mai?
Si è detto che il crollo è iniziato in Asia e che si è poi "propagato" in Europa... ma che cosa vuol dire?
Vuol dire che gli investitori, non avendo fiducia nelle stime di ripresa "economica" americane, si sono messi a vendere di brutto.
Le agenzie ufficiali dichiarano che sono stati bruciati437 miliardi di euro.
Di nuovo mi chiedo, cosa significa? Qualcuno di voi si immagina cosa vuol dire in concreto il fatto che dei capitali scompaiano?
Non sto qui a scrivere sterili percentuali.
Il numero uno della banca d'Olanda ha dichiarato che l'Europa crescerà meno del previsto e subito sono crollate le borse. Vi rendete conto dell'aberrazione di un simile sistema economico?
Ieri, mentre le borse crollavano, gli operai, gli impiegati, tutte le categorie lavorative, hanno visto per caso una flessione del loro "potere produttivo"? Qualcuno di voi, me lo dica, ha lavorato o prodotto di meno? E' questo che non va bene nel mondo do oggi. La vera economia dovrebbe essere quella dei prodotti, e non mi riferisco comunque a una mera corsa a chi produce di più, visto che sono per una decrescita economica controllata, ma il fatto che l'economia ormai si giochi tutta sui numeri della borsa è un controsenso che la nostra società un giorno si troverà purtroppo a pagare.
E poi di chi sono i soldi bruciati? Chi ci rimette alla fine se non il piccolo risparmiatore?
La banca europea alzerà i tassi per "aiutare" l'economia... ma in realtà aiuterà solo i banchieri perché nel nostro mondo ormai impazzito economia vuol dire solo soldi.
Tutto quello che abbiamo oggi, anche la tecnologia, non esisterebbe se non ci fosse la possibilità di guadagnarci, alla faccia della "normale evoluzione della razza umana".
Se si fa un passo indietro si scopre che l'origine di questa "crisi" è il crollo del mercato dei mutui negli Stati Uniti. La colpa di questo è delle banche, che prima ci tassano costringendoci a vivere legate a loro per gran parte della nostra vita se vogliamo avere una casa, e appena il mercato ristagna devono trovare il modo di non far calare i loro profitti aumentando il costo del denaro, in una spirale che può terminare temporaneamente solo con un crollo dei prezzi delle case.
Il problema però rimane. Con l'abbassarsi dei prezzi delle case le banche aumenteranno i tassi per tamponare le "perdite".
Tanto alla fine chi lo prende nel culo siamo sempre noi.
Roba da matti...
E' una cosa scandalosa!
Stasera mi sono messo a guardare "Porta a Porta". Non lo faccio quasi mai perché è uno spettacolo svilente. Il programma è ancora in onda in questo momento e quello che stanno dicendo i politici ospiti in studio va oltre lo scandalo!
Casini ha giustificato l'accanimento contro Pecoraro Scanio con il fatto che ha partecipato alle manifestazioni contro i termovalorizzatori, e quindi è colpevole in parte del problema rifiuti! Un altro ha detto che "non c'è alcun pericolo diossina"! Ma si può essere più falsi? Anche Di Pietro ha dato ragione a Casini riguardo il nucleare e i termoAvvelenatori! Ormai siamo alla frutta.
E c'è chi ha addirittura detto che "non si possono nascondere le responsabilità dando la colpa solo alla camorra"! Vero... perché lo stato italiano è molto peggio, e uso la minuscola per "stato" solo perché non esiste una lettera più "bassa".
Intanto le Eco-Cazzate, con la E e la C maiuscola, continuano ad attraversare l'Italia nei camion della Drive Beer... almeno Fisichella potrebbe rinunciare ai soldi e rifiutarsi di fare da testimonial a una birra che arrotonda gli scarsi introiti (chi cazzo se la beve?) mascherando i tir carichi di rifiuti!
Nessuno parla di PM10... ma chi abbiamo al governo? Chi cazzo glielo spiega a questi idioti che l'aria inquinata se la respirano anche loro e i loro figli? Ma a cosa serve proteggere le lobby economiche quando si è morti di tumore?
Svegliatevi!
In questo momento c'è chi dice di essere andato sulla ciminiera del termovalorizzatore di Brescia e di non aver sentito nemmeno odore di fumo! Spero vivamente per lui che non si sia prenotato una morte prematura...
Ve li immaginate tutti quelli morti nelle fabbriche di Eternit che tornavano a casa "puzzando" di amianto?
Ma lo sanno che anche il monossido di carbonio è inodore?
Siamo alla follia...
Stasera ero a fare la spesa...
Lo so, magari non ve ne frega niente, ma nessuno vi obbliga a continuare a leggere. Il mondo è pieno di blog che parlano di stronzate, uno in più non fa certo la differenza.
Comunque... se sei arrivato fino a qui... stavo dicendo...
Stasera ero a fare la spesa. A un tratto vedo un mio ex compagno delle medie. Mi ha riconosciuto di sicuro, io ho fatto finta di niente, lui pure. E' nel gioco naturale, a volte.
L'ho visto con quella che doveva essere la moglie e una figlia piccola nel carrello, avrà avuto tre anni o giù di lì. Subito i ricordi hanno preso a scorrere come se una diga si fosse sventrata sotto il peso incurante dell'acqua. Mi sono ricordato di lui, classico tipo sfigato, non troppo brillante e preso spesso in giro dagli altri. Sulla carta poi anche religioso, testimone di Geova. Mi sono chiesto del perché io fossi solo a fare la spesa, senza famiglia alla mia età, che cosa abbia "sbagliato", se mi si può passare il termine.
A un tratto mi si avvicina e sento che litiga con la moglie e poi tira un bestemmione proprio in faccia alla figlia piccola...
Maremma maiala, mi sono detto, e un sorriso un po' da stronzo mi è apparso sul viso, spero che non mi abbia visto. Ho pensato che forse non mi va malaccio, visto e considerato che il mio stare da solo può essere una scelta dopotutto e...
Altro incontro, stavolta una ragazza amica di mia sorella, vecchia vicina di casa di quando stavo ancora con i miei. Mi saluta, è insieme alla madre che mi bacia e mi fa gli auguri di buon anno.
Come se in quel momento l'aria fosse pregna solamente degli stessi pensieri, la donna mi chiede di mio fratello e di mia sorella e se hanno figli.
No, rispondo.
Poi mi chiede se sono fidanzato.
No anche in questo caso.
E mi sciorina giù un discorso sulla "scelta" della figlia, che è lì accanto, che preferisce stare sola piùttosto che essere male accompagnata e altre amenità.
Io sono d'accordo, o almeno lo dico, meglio soli. Mi assicurano che sono maturo, che di uomini come me che usano la testa ce ne sono pochi e così via.
Mi salutano.
Rimango lì, col carrello ancora mezzo vuoto a pensare a come oscillano i pensieri, i punti di vista.
Meglio soli è vero, ma non sono uno di quegli ipocriti che la considera una scelta... non l'ho scelto affatto. E' successo, punto.
Il vecchio template ormai era... troppo vecchio.
Quello che vedete adesso non so se vi piacerà, ma per ora mi è venuto questo.
A dire il vero piace poco anche a me, ma forse in questo momento mi rispecchia... almeno in parte.
Può darsi sia provvisorio, ma questa provvisorietà chissà quanto potrà durare.
Insomma, giri di parole a parte, ho cambiato volto al blog.
Vola in alto assurdo cuore,
prendi il vento a te dovuto.
Non curarti del passaggio
di chi privo di pudore
sulla terra ti ha sbattuto
senza il minimo coraggio.
Senti, trema e poi riparti,
che la vita ti appartiene.
Senza farti mai problemi,
forza esulta, non fissarti!
Non far vincer quelle iene
con i loro gesti scemi.
Chiedi prove, una pazzia
perché troppe tu ne hai fatte.
E sarebbe anche il momento
che da adesso tu non sia
più un oggetto di disfatte
ma trattor di godimento!
Fai che tutto questo sdegno
che ti gela dalla rabbia
sia soltanto un lieve velo.
Ciò che celi per ritegno
lascia che si porti via,
ed innalzati al tuo cielo.
Forse è giunta l’occasione
per far pari col destino
seppellendo il tuo passato.
Esultando di passione
vedrai che è già più vicino
ciò che hai desiderato.
Dedico questa poesia a tutte le persone che, forse senza colpe, hanno preso il cuore di una persona e, dopo averci giocato, lo hanno abbandonato svuotandolo di qualcosa che nessuno ha preso, e a chi dall'altra parte si è sentito in balia di qualcosa che non ha ben capito e forse non capirà mai. A queste persone dico che bisogna anche avere il coraggio o l'incoscienza di dire... "chi se ne frega, tanto quello che ho dentro io non lo vedrete veramente mai... un universo in più di cui non conoscerete mai tutte le stelle."
Buon anno a tutti.
Lentamente muore chi, schiavo dell’abitudine,
percorre gli stessi percorsi credendo di amarli davvero,
chi pur cambiando marcia si trova suo malgrado alla stessa velocità,
chi rischia e cambia il colore dei vestiti, ma questo non cambia mai niente,
chi parla, conosce gente, ma in realtà non conosce mai davvero nessuno.
Muore lentamente chi ha una passione, ma non riesce a sfogarla,
chi non guarda il nero su bianco, ma nessuno ci fa caso,
e ignorare i puntini sulle ‘i’ non gli basta a far esultare le emozioni,
quelle che fanno brillare gli occhi sempre agli altri,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso solo osservato,
quelle che fanno battere il cuore come per errore per sentimenti preclusi.
Lentamente muore chi capovolge il tavolo sbagliato,
chi è felice solo sul lavoro,
chi rischia la certezza per l’incertezza di un sogno che non si realizza,
chi fugge per una volta ai consigli sensati e viene giudicato
come se lo avesse sempre fatto.
Lentamente muore chi viaggia sempre da solo,
chi legge ma non ricorda mai cosa ha letto,
chi ascolta musica e non se ne fa trasportare,
chi trova grazia solo in se stesso.
Muore lentamente chi ha ormai solo l’amor proprio,
chi si fa solo aiutare senza provarci mai da solo,
chi non si lamenta per la propria sfortuna
o per la pioggia, ma non fa niente per ripararsi.
Lentamente muore chi vede un suo progetto rubato da altri,
chi fa domande su argomenti che non vorrà mai sapere,
chi risponde anche se gli chiedono qualcosa che non conosce.
Evitare la morte, a piccole dosi, ricordando che esseri vivi richiede
uno sforzo maggiore del respirare, a volte non basta.
Non basta l’ardente pazienza per raggiungere una splendida felicità.
(Ci vuole una buona dose di culo…)
Sono da poco tornato da una rappresentazione teatrale, ma stasera la cosa più importante mi è successa tornando a casa. A un certo punto ho visto dei vigili che deviavano il traffico. Non ho subito capito cosa stesse succedendo, poi mi sono ricordato.
Sta avvenendo una cosa molto importante questa notte a Firenze, lo spostamento dell'ospedale pediatrico Meyer.
Mentre guidavo verso casa, quasi a ogni semaforo, gruppi di vigili davano strada a ambulanze che trasferivano i bambini nella nuova sede. Mi sono ritrovato a sorridere mentre guidavo, all'idea di tutti quegli adulti mobilitati per il bene di cuccioli di uomo, e mi sono soffermato a pensare a quanto spesso la vita venga disprezzata, umiliata... poi però accadono queste cose e capisci che dopotutto il bello della vita è proprio cercare di preservare la sua continuazione, e la protezione dei bambini è forse la prova più bella ed evidente di questo. Non so come, ma nei gesti dei vigili che mi facevano cenno di passare con la paletta e nei loro sorrisi, si percepiva qualcosa di diverso. Sembravano tutti distesi forse perché sapevano che quello che stavano facendo era mosso da un motivo molto più importante del solito, e non sembravano affatto dispiaciuti di passare una notte in bianco... questo ho percepito.
E poi non posso dimenticare, anche se in realtà ero troppo piccolo per ricordarlo veramente, che se in questo momento sono qui a scrivere lo devo proprio ai medici del Meyer, che mi salvarono la vita quando avevo pochi mesi.
Se l'amore è cieco,
non credere a chi dice che ti troverà da sé.
Un paio di anni fa inviai un aforisma ad un concorso.
Una frase senza tante pretese, buttata lì, che se scelta sarebbe stata pubblicata su un volumetto insieme ad altre 364, una per ogni giorno dell'anno. Mi passò di mente, poi il mio Hard Disk decise che era giunta la sua ora e persi il file con la frase. Non l'avevo salvata in un'altra copia.
Adesso il volumetto è stato stampato, si chiama 365 Aforismi per un anno.
Ovviamente l'ho comprato, anche perché ero curioso di sapere... di risapere cosa avevo scritto.
Il mio aforisma lo avete appena letto. Lo hanno messo all'11 Gennaio.
Non è un granché.
Voleva essere ironico, ma non mi è venuto molto bene a dire il vero.
In compenso nel volume ci sono poche perle di saggezza in un mare di banalità da carta dei cioccolatini a cui unisco anche la mia frase, che forse non è neppure la peggiore.
Va beh... tant'è...
Saper tacere, e magari ascoltare anche un cuore.
Mi chiedo chi riesca veramente a farlo. A quanto pare, non ci riesco, non come vorrei, non come vorrei avere la fortuna di saper fare, e mi illudo, mi abbatto, riparto in quarta come se avessi capito, ma non comprendo mai a fondo, forse non capisco proprio niente.
Ma che parlo a fare?
Perché una persona parla, cerca di farsi sentire, se non per il bisogno di farsi capire, o almeno di provarci?
Vi è mai capitato di girare intorno alle cose, così a lungo da perdere voi stessi il filo?
Si cerca di parlare, esprimersi, ma il filo si perde, al punto da rendere quello che si dice inutile, pesante, mentre ciò che rimane dentro è così pressante che il fiume di parole è l'unica cosa che riesce ad arginarlo.
Dovrei darmi un freno, ma poi non ci riesco, perché non posso cambiare la mia natura, per quanto questo possa essere ineluttabilmente doloroso.
E ci provo, perché c'è qualcosa che provo.
Ma che parlo a fare?
Quando le riflessioni partono, e partono bene, non sai dove vai a finire.
Spesso non ricordi nemmeno da dove sei partito, quello che conta sta nel mezzo.
Oggi un odore, che non ricordo neppure bene, mi ha portato indietro, in un bar della mia adolescenza, dove andavo in villeggiatura.
Mi è ritornato in mente l'odore del gelato, quello artigianale, fatto con la frutta vera. Il rumore della sala giochi, dove cabinati anni '80 promettevano divertimento, che per fortuna era di gruppo. Il via vai degli amici, il "ci si vede più tardi", quando ancora i cellulari non c'erano e nemmeno erano previsti.
Mi vedo adesso e penso al tempo, sparito, invisibile passante che sta sempre intorno. Il mucchio di ricordi, dapprima indistinto, riprende forma, via via che ritorno con la mente a quei tempi, e riscopro cose che neppure ricordavo di avere dentro, provandone una mancanza che fortunatamente non riusciamo a sentire sempre.
Tutto è diverso ora, ma ogni generazione ha i suoi ricordi. Anche gli adolescenti di adesso vedranno questi momenti come indimenticabili, perché vengono guardati con gli occhi di chi il tempo ancora pensa di poterlo dominare.
Un amico mi ha detto che il mio blog è cambiato, che prima parlavo di temi più impegnati, adesso è più intimista. Il fatto è che descrive me, in ogni sua parte. Dipende dal periodo anche la sua faccia, non solo la mia. Può darsi che fra qualche tempo ricomincerò a parlare di politica, economia, attualità, ma adesso mi va bene così.
E poi si muore una volta sola, ma si rinasce tante volte...